Comune di Spilimbergo
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Città Gemellate

Spilimbergo è gemellata con:


LA CHÂTRE (F)

Stemma di La Châtre (F)

La città francese di La Chátre, con cui Spilimbergo è gemellata, è ubicata nel basso Berry, nel Dipartimento dell'Indre. Conta circa 5000 abitanti ed è al centro di un vasto territorio con spiccata vocazione agricola ma in cui prospera anche il commercio e la piccola industria.

La Chátre, nel cuore della Francia, è sorta sulle vestigia di un accampamento romano (castra) da cui trae il nome, ed ha conosciuto, attraverso i secoli, le maggiori vicende storiche del Paese.

Essa è conosciuta soprattutto per essere stata cantata dalla poetessa George Sand che passò molti anni della vita nella sua villa di Nohant, meta d'obbligo del Romanticismo francese. C'è infatti qui ancora il pianoforte di Chopin, lo studio di Delacroix ma soprattutto l'atmosfera ovattata delle "belles heures de jadis", atmosfera che viene evocata dai brani musicali di Listz e dai canti di De Musset, Da 1964 infatti nel mese di giugno, vi si svolgono le "Fêtes Romantiques de Nohant" con la partecipazione di figure d'eccezione quali Arthur Rubínstein, Yeudi Menuhin e Louise de Vilmorin.

Nel mondo agricolo europeo La Châtre è molto consciuta come sede di un'importante mostra‑concorso di bovini Charolais che si svolge ogni metà dicembre e che attira allevatori ed estimatori di vari Paesi.

Particolarmente di richiamo è il «Grand Prix Automobile de La Châtre" che si disputa tra la fine di maggio e gli inizi di luglio, nella settimana precedente le "24 ore di Le Mans», su un circuito di soli 1267 m. ma particolarmente difficile e spettacolare.

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1980-2010: 30 anni di gemellaggio

In occasione dei XXX anni di Gemellaggio con la città francese di La Châtre, una delegazione guidata dal Sindaco, dott. Renzo Francesconi e composta da 15 persone rappresentanti la vita politico-amministrativa e sociale dello spilimberghese si è recata in visita alla città, situata nel cuore della Francia, nella regione agricola del Berry.

Partiti presto la mattina del 13 luglio ed arrivati in tarda serata, sono stati accolti dalla Presidente dell’Associazione Berritalia, Sig. ra Vilchès Pardo, nello splendido Château d’Ars a pochi chilometri da La Châtre.
La Signora aveva guidato la piccola delegazione francese composta da otto persone nella nostra città, dal 29 aprile al 2 maggio.

Particolarmente interessante e nutrito il programma messo a punto dai nostri amici francesi, che la mattina del  14 luglio, festa nazionale, hanno accompagnato i nostri concittadini a Nohant per la visita della dimora della scrittrice George Sand, compagna per alcuni anni del grande compositore franco-polacco Frédéric Chopin.

In tarda mattinata, la delegazione è stata ufficialmente ricevuta dal Sindaco Nicolas Forissier in Municipio, dove, dopo i discorsi di rito c’è stato lo scambio dei doni.
Nel pomeriggio la comitiva ha visitato «La Maison de Jour de Fête» a Sainte-Sévère, località a pochi chilometri, divenuta famosa in tutta la Francia dopo che il famoso attore, regista e mimo Jacques Tati, vi girò nel 1947 il film “Jour de Fête”. Nella località, lo scorso anno, è stato allestito un museo che riproduce l’ambientazione del paesino così com’era in quella lontana estate del primo dopoguerra, svelandone anche i retroscena durante la lavorazione del film.

La sera, a conclusione dei festeggiamenti per la festa nazionale, la delegazione di Spilimbergo guidata dal nostro Sindaco, ha sfilato lungo le vie della città per la tradizionale fiaccolata seguita dai fuochi d’artificio.

La mattina del 15, dopo la visita al  Centro per il restauro del patrimonio nel Berry, fondazione che cura la formazione di muratori, tagliatori e scultori in pietra, la mattinata è proseguita con la visita guidata alla città.
Nel pomeriggio nuovamente allo Château D’Ars per visitare la mostra dedicata al famoso compositore franco-polacco che, ospite della scrittrice George Sand nella sua villa, nel corso di sette estati consecutive vi ha composto i due terzi  della propria produzione musicale.
La serata si è simpaticamente conclusa nel parco del castello dove, in occasione della 34a edizione dell’Incontro internazionale dei maestri liutai e musicisti, rassegna diventata un appuntamento tradizionale per appassionati e turisti di tutta Europa, la nostra delegazione, dopo aver cenato agli stands allestiti in prossimità del castello ed aver assistito ad alcuni spettacoli, si è ufficialmente congedata dagli amici francesi.

Il gruppo è rientrato a Spilimbergo nella tarda serata di venerdì 16.  

La delegazione di La Chatre in visita a Spilimbergo (maggio 2010)
Ricevimento in Municipio a La Chatre
Il Sindaco di Spilimbergo consegna al Sindaco di La Chatre un mosaico
I due colleghi Comandanti della Polizia Municipali
Foto di gruppo per la delegazione spilimberghese
Foto di gruppo per la delegazione spilimberghese
Visita guidata a La Chatre
Visita guidata a La Chatre

SACHSENBURG (A)

Stemma di Sachsenburg (A)

Vai al sito ufficiale di SACHSENBURG (A)

Sachsenburg è posta all'imbocco dell'alta valle della Drava, sulla destra di un'ansa dei fiume a forma di semicerchio che rende il luogo strategico quant'altri mai. Chi lo possedeva infatti poteva controllare militarmente il territorio retrostante e favorire i traffici per i quali, naturalmente, richiedeva il pedaggio.

Nel 798 Carlo Magno, su pressione dei vescovo Paolino, creò la diocesi di Salisburgo e nell'811 ne fissò il confine lungo il corso della Drava, la Carinzia meridionale, e perciò anche la terra di Sachsenburg, gravitarono stabilmente sulla vastissima diocesi di Aquileia, allora madre culturale e spirituale di molte genti, andando a formare quello straordinario mosaico etnico e religioso detto Patriarcato. 

Agli inizi dei IX secolo si racconta che lo stesso imperatore Carlo abbia qui confinato delle famiglie ribelli della Sassonia e che da allora il sito si chiamò Sachsenburg, cioè città dei Sassoni. Altri invece sostengono che il nome della città derivi dal vaglio per setacciare le sabbie aurifere, un tempo presenti nell'acqua dei fiume. E tale strumento, a ragione o a torto, appare anche nello stemma comunale.

Il primo documento ufficiale che menziona il luogo è però solo del 1213. Fino al 1803 su Sachsenburg esercitò il potere il Vescovato di Salisburgo che provvide in più riprese a circondare il paese di mura e a costruire alle sue spalle due fortezze per meglio proteggerlo dalle mire dei potenti vicini.

Ma dopo la vittoria dei francesi a Wagram anche Sachsenburg si arrese e il castigamatti Napoleone pretese che le fortificazioni fossero rase al suolo.

Qua e là c'è ancora qualche lacerto del castrum in pietra grigio-scura, a testimonianza di un glorioso passato. 

E’ suggestivo dall'alto del Kalvarienberg vedere il paese nella sua essenziale geometria. Su questo monte Calvario (un nome che è un programma) si va per un sentiero di capre, con la lingua fuori e il cuore dentro che fa tum-tum.
Più in là scorre gonfia di bella acqua verde e azzurra la Drava, un fiume sulle cui rive, proprio in questi luoghi, tra Lienz, Oberdrauburg e Spittal, si maturò tra la fine di maggio e gli inizi di giugno del 1945 la tragedia dei cosacchi. Di fronte agli inglesi che annunciavano loro il forzato rimpatrio in Russia, essi, presi dal terrore in quanto ben sapevano cosa li aspettava, cercarono la salvezza in una folle fuga, buttandosi con intenzioni suicide, con carriaggi e cavalli nella Drava in piena. Sui carri c'erano anche vecchi, donne e bambini. Fu un vero e proprio genocidio. Testimoni oculari raccontano scene tragiche indescrivibili di cui, per contrasto, oggi pare impossibile siano state mute spettatrici località così tranquille e ridenti.

Scesi dal Calvario si può piacevolmente camminare in Hauptstrasse, visitare la chiesa dalla soglia erbosa ed il cimitero attorno ad essa raccolto, in un ultimo simbolico abbraccio tra vivi e morti. Nella fioca luce si mostrano San Rocco e San Sebastiano, gli onnipresenti santi supplicati contro la peste sia al di là che al di qua delle Alpi, perchè il male, a differenza degli uomini, non pone né limiti né frontiere ma va avanti per la sua strada seguendo una logica a noi sconosciuta.

Chi non ama l'arte e il fascino dei passato può sempre dirigere altrove i suoi passi. le occasioni non mancano. Se si passa oltre il ponte sulla Drava, con una paicevole passeggiata tra i prati sfalciati di fresco sco, si arriva al Gasthaus Rieger. 

La cittadina è simpaticissima e la gente oltremodo cordiale. In MarktpIaz, una piazza senz'altro antica, più lunga che larga, si svolgeva e si svolge tuttora il mercato settimanale, sotto l'occhio vigile di un San Floriano in mosaico, il santo invocato sia in Carinzia che in Friuli contro il pericolo d'incendio nelle stalle e per questo raffigurato mentre versa acqua da un secchio di legno.

Inserita a piè di sfondo una scritta dice: "Hugo Brandner 1967 SMF". La sigla ricorda infatti che presso la Scuola Mosaicisti dei Friuli fu allievo in quegli anni il giovane Hugo che ha sempre mantenuto con la nostra città, e in particolare con la Scuola e con l'ex direttore Rino Pastorutti, ottimi rapporti di amicizia, rapporti che sono da considerare alla base dei positivi incontri di questi ultimi anni. Lì accanto, protendendo al cielo i loro rami imponenti, un noce maestoso e due vecchi tigli della vicinia potrebbero raccontarci molte cose.

Il comune di Sachsenburg è situato a 552 m. sul livello dei mare ed è composto dai paesi di Feistritz, Lanzewitzen, Nigglai e Obergottesfeld.

Il capoluogo è situato direttamente sulla pista ciclabile della Drava e, per la sua posizione centrale in mezzo ai laghi e alle splendide montagne della Carinzia, si presenta come ideale luogo di villeggiatura e di ricreazione.
Non mancano chiaramente ospitalissimi alberghi e simpatiche pensioni e un moderno ed efficentissimo camping.

Le passeggiate in montagna sono stupende, tra faggi secolari e maestose foreste di conifere, percorse da cervi, caprioli e orsi. Sul far della sera, in lontananza i boschi si imbrunano e le punte degli abeti, aguzze verso il cielo, scandiscono il rincorrersi delle nuvole.
E' bello pensare che là c'è un abete che non sospetta minimamente di ricominciare i suoi giorni a Spilimbergo, tra luci e nastri d'argento e sorrisi di bambini. E ciò grazie alla simpatia e alla cordiale amicizia della gente di Sachsenburg.